La personalizzazione è uno dei principali punti di forza della stampa 3D, ma nel settore medicale è ancora frenata da tempi di produzione elevati e da fasi di post-processo complesse e onerose. PERFI Technologies sta ribaltando questa situazione. Invece di costruire i pezzi strato su strato, la startup utilizza la produzione additiva volumetrica per realizzare componenti medici personalizzati già completi in pochi secondi. Partendo dai settori dell’audiologia e dell’odontoiatria, PERFI si concentra su applicazioni in cui velocità, accuratezza e personalizzazione fanno davvero la differenza. Abbiamo incontrato il team di PERFI per approfondire il funzionamento della tecnologia, capire il perché abbiano iniziato da audiologia e dentale, e quali opportunità potrebbe sbloccare, in futuro, la produzione additiva volumetrica.
Ci stiamo concentrando inizialmente sulle applicazioni in ambito audiologico e dentale, settori in cui velocità, precisione e personalizzazione fanno davvero la differenza.
L’obiettivo è rendere la personalizzazione accessibile a tutti, migliorare i risultati per i pazienti e stabilire un nuovo standard di produzione sostenibile e ad alta capacità nel settore dei dispositivi medici, grazie alla possibilità di produrre su richiesta direttamente dove serve.
L’idea è nata circa sei anni fa, quando il nostro fondatore, Yi Yang, ha incontrato dei limiti nei metodi di ricerca esistenti, che non permettevano di realizzare parti complesse con la rapidità necessaria. La svolta è arrivata con la consapevolezza che, proiettando la luce su una resina fotosensibile in rotazione, fosse possibile solidificare l’intero pezzo in un unico passaggio, riducendo significativamente i tempi di produzione e gli interventi manuali.
Il potenziale di mercato è emerso analizzando le applicazioni su dispositivi medici personalizzati, in particolare gli auricolari per apparecchi acustici. Questi prodotti richiedono tempi di consegna rapidi, vestibilità precisa e materiali biocompatibili, caratteristiche che li rendono perfetti per testare la VAM. Collaborando con i primi partner clinici è stato possibile validare sia la fattibilità tecnica sia una concreta necessità sul campo.
Le tappe fondamentali sono state raggiungere il Livello di Prontezza Tecnologica (TRL) 5, validare la biocompatibilità dei materiali di grado medicale e integrare la tecnologia in un’unità autonoma capace di produrre auricolari per apparecchi acustici conformi agli standard del settore. Un altro passaggio importante è stato la preparazione della documentazione MDR e l’ottenimento della marcatura CE, indispensabili per entrare nel mercato europeo.
Una delle sfide più grandi è stata orientarsi in un panorama normativo complesso e oneroso. Sul fronte produttivo, anche trovare fornitori affidabili per i componenti hardware e il case della macchina è stato cruciale. In tutto questo, poter contare su organizzazioni come DTU Skylab, Manufacturing Academy of Denmark, Danish AM Hub e Tech Nordic Advocates si è rivelato fondamentale.
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*Crediti di tutte le foto: PERFI
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