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#Startup3D: La Piattaforma di Stampa 3D Volumetrica di PERFI per Dispositivi Medici Personalizzati

Pubblicato il 12 Febbraio 2026 da Mélanie W.
perfi technologies

La personalizzazione è uno dei principali punti di forza della stampa 3D, ma nel settore medicale è ancora frenata da tempi di produzione elevati e da fasi di post-processo complesse e onerose. PERFI Technologies sta ribaltando questa situazione. Invece di costruire i pezzi strato su strato, la startup utilizza la produzione additiva volumetrica per realizzare componenti medici personalizzati già completi in pochi secondi. Partendo dai settori dell’audiologia e dell’odontoiatria, PERFI si concentra su applicazioni in cui velocità, accuratezza e personalizzazione fanno davvero la differenza. Abbiamo incontrato il team di PERFI per approfondire il funzionamento della tecnologia, capire il perché abbiano iniziato da audiologia e dentale, e quali opportunità potrebbe sbloccare, in futuro, la produzione additiva volumetrica.

3DN: Per chi non conoscesse PERFI, potete presentare brevemente l’azienda e spiegare la vostra missione nel settore della produzione additiva?

PERFI Technologies sta sviluppando la prossima generazione di stampa 3D industriale con la Produzione Additiva Volumetrica, o VAM. Invece di costruire il pezzo strato su strato come nella stampa 3D tradizionale, la VAM solidifica l’intero componente in un’unica fase all’interno di un volume di resina fotosensibile in rotazione. Il risultato? Componenti realizzati in pochi secondi invece che in ore. Questo metodo elimina i supporti, riduce drasticamente le lavorazioni di post-produzione che richiedono molta manodopera e permette di recuperare il materiale non utilizzato. Il processo diventa così più veloce, preciso e senza sprechi.

Ci stiamo concentrando inizialmente sulle applicazioni in ambito audiologico e dentale, settori in cui velocità, precisione e personalizzazione fanno davvero la differenza.

L’obiettivo è rendere la personalizzazione accessibile a tutti, migliorare i risultati per i pazienti e stabilire un nuovo standard di produzione sostenibile e ad alta capacità nel settore dei dispositivi medici, grazie alla possibilità di produrre su richiesta direttamente dove serve.

3DN: PERFI ha reinventato la stampa 3D allontanandosi dal tradizionale approccio strato su strato. Come è nata l’idea della produzione additiva volumetrica e quando avete capito che avesse un reale potenziale di mercato?

L’idea è nata circa sei anni fa, quando il nostro fondatore, Yi Yang, ha incontrato dei limiti nei metodi di ricerca esistenti, che non permettevano di realizzare parti complesse con la rapidità necessaria. La svolta è arrivata con la consapevolezza che, proiettando la luce su una resina fotosensibile in rotazione, fosse possibile solidificare l’intero pezzo in un unico passaggio, riducendo significativamente i tempi di produzione e gli interventi manuali.

Il potenziale di mercato è emerso analizzando le applicazioni su dispositivi medici personalizzati, in particolare gli auricolari per apparecchi acustici. Questi prodotti richiedono tempi di consegna rapidi, vestibilità precisa e materiali biocompatibili, caratteristiche che li rendono perfetti per testare la VAM. Collaborando con i primi partner clinici è stato possibile validare sia la fattibilità tecnica sia una concreta necessità sul campo.

3DN: Quali sono state le tappe fondamentali che vi hanno fatto pensare “Ok, è pronta per l’industria”, e quale sfida, che sia tecnica, normativa o culturale, ha maggiormente plasmato quel processo?

Le tappe fondamentali sono state raggiungere il Livello di Prontezza Tecnologica (TRL) 5, validare la biocompatibilità dei materiali di grado medicale e integrare la tecnologia in un’unità autonoma capace di produrre auricolari per apparecchi acustici conformi agli standard del settore. Un altro passaggio importante è stato la preparazione della documentazione MDR e l’ottenimento della marcatura CE, indispensabili per entrare nel mercato europeo.

Una delle sfide più grandi è stata orientarsi in un panorama normativo complesso e oneroso. Sul fronte produttivo, anche trovare fornitori affidabili per i componenti hardware e il case della macchina è stato cruciale. In tutto questo, poter contare su organizzazioni come DTU Skylab, Manufacturing Academy of Denmark, Danish AM Hub e Tech Nordic Advocates si è rivelato fondamentale.

3DN: Avete iniziato con audiologia e odontoiatria, due settori che dipendono molto da precisione e personalizzazione. Cosa rende questi settori il punto di partenza giusto per la VAM?

La personalizzazione in audiologia e nel settore dentale migliora in modo diretto il comfort, le prestazioni dei dispositivi e la qualità della vita nel suo complesso. Tuttavia, oggi queste soluzioni sono spesso lente, costose e centralizzate, limitando l’accesso per molti pazienti. La produzione additiva volumetrica consente una produzione su richiesta nel punto di cura, riducendo i tempi di attesa da alcune settimane a meno di un’ora. Democratizzando la personalizzazione, possiamo rendere dei dispositivi medici di alta qualità accessibili a tutti.

3DN: Ogni innovazione comporta delle sfide. Qual è un ostacolo concreto, che sia tecnico, normativo o culturale, che ha plasmato l’evoluzione di PERFI?

Lo sviluppo hardware e la conformità normativa sono stati due sfide importanti. Anche se il nostro team può progettare componenti chiave internamente, trovare produttori affidabili in grado di realizzarli su scala è stato cruciale. Affrontare inoltre la marcatura CE e la conformità MDR è stato complesso, ma le nostre partnership, sia con esperti normativi sia con reti professionali, sono state fondamentali nel guidarci lungo il percorso.

3DN: La vostra tecnologia è spesso descritta come 20-50 volte più veloce della produzione additiva tradizionale, senza supporti e con alta qualità superficiale. Quali sono i limiti attuali della VAM e quali miglioramenti state perseguendo?

La sfida principale è stata aumentare la produzione a componenti più grandi senza incrementare i costi. Abbiamo superato questo problema attraverso un algoritmo brevettato che permette un aumento di scala economicamente efficiente. Andando avanti, ci stiamo concentrando sul miglioramento della risoluzione, sul controllo delle proprietà dei materiali all’interno di un singolo pezzo e sull’espansione della capacità produttiva per servire una gamma più ampia di applicazioni industriali.

3DN: In un panorama di produzione additiva in rapida crescita, qual è una cosa che vorreste fosse meglio compresa sulla stampa 3D volumetrica e su come si differenzia dalle altre tecnologie?

La VAM rappresenta l’ultimo pezzo mancante del puzzle nel panorama produttivo, consentendo una vera personalizzazione per tutti direttamente nel punto di fornitura. A differenza della stampa 3D tradizionale, che è spesso lenta e con elevato impiego di manodopera, la VAM fornisce parti complete e pronte all’uso in pochi secondi, rendendo possibile una produzione su richiesta, scalabile e sostenibile che prima era impossibile.

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*Crediti di tutte le foto: PERFI

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