Un tempo strumento esclusivo dei laboratori con budget elevati, la sinterizzazione laser selettiva (SLS) è oggi diventata una soluzione concreta per la manifattura moderna. La tecnologia utilizza un laser per fondere polvere plastica strato dopo strato e, storicamente, è stata penalizzata da costi elevati e complessità operative. Tuttavia, le innovazioni nel segmento delle soluzioni desktop l’hanno resa più accessibile, e la gamma di materiali compatibili si è ampliata fino a includere compositi ad alte prestazioni, polimeri riciclati e anche materiali flessibili come il TPU. Oggi la SLS è ampiamente utilizzata nei settori automobilistico, dei beni di consumo, aerospaziale e medicale.
Di seguito analizziamo le stampanti 3D SLS desktop e industriali attualmente disponibili sul mercato. Che siate alla ricerca di un’opzione desktop più intuitiva o di un sistema industriale ad alto volume, questa guida (con le macchine elencate in ordine alfabetico per produttore) esplora le soluzioni che definiscono il panorama SLS attuale.
Fondata negli Stati Uniti nel 2011, Formlabs sviluppa stampanti 3D professionali a prezzi accessibili. L’azienda ha costruito la propria reputazione sulla stereolitografia nel 2021 con la Fuse 1, la sua prima stampante 3D SLS. Sulla base di quel lancio, Formlabs ha presentato la Fuse 1+ 30W, una macchina SLS compatta pensata per la prototipazione rapida e la produzione in giornata. Monta un laser a fibra da 30W, con un volume di costruzione di 165 x 165 x 300 mm e uno spessore di strato di 110 micron. I materiali compatibili includono Nylon 12, Nylon 11, Nylon 12 GF, Nylon 11 CF e TPU 90A. La stampante è progettata per integrarsi nel Fuse Ecosystem, un insieme di strumenti di post-lavorazione che coprono l’estrazione dei pezzi, il recupero della polvere e la finitura superficiale.
Crediti: Formlabs
La SnowWhite 2 è una stampante 3D SLS professionale sviluppata dal produttore italiano Sharebot. Dotata di un laser CO₂ da 14W, offre un volume di costruzione di 100 x 100 x 100 mm, parametri aperti e un sistema di distribuzione della polvere intercambiabile. La macchina può operare con appena 300 g di polvere e supporta atmosfere di azoto o argon, risultando particolarmente indicata per la sperimentazione sui materiali e le applicazioni di ricerca e sviluppo. Sharebot ha successivamente sviluppato la SnowWhite 2 HT, una variante ad alta temperatura con camera di costruzione fino a 350°C e un volume di stampa di 50 x 50 x 50 mm, destinata a università e centri di ricerca impegnati nello sviluppo di nuovi polimeri e compositi.
Fondata in Polonia nel 2014, Sinterit è specializzata nello sviluppo di stampanti 3D SLS e ha introdotto la sua prima macchina, la Lisa, nel 2015. L’attuale proposta entry-level dell’azienda è la SUZY, una stampante SLS compatta con un volume di costruzione di 130 x 180 x 330 mm e un’altezza di strato di 0,075 mm. Utilizza un laser a diodo accoppiato a fibra IR da 30W e raggiunge una velocità di costruzione fino a 20 mm/h. I materiali compatibili includono PA11.5 e PA12 Industrial. La macchina funziona con Sinterit Studio, il software proprietario per slicing e gestione della stampa.
Photo Credit: Sinterit
Proseguiamo la nostra rassegna con una stampante SLS un po’ diversa dalle altre. La stampante Inova MK1 è una SLS open-source sviluppata da SLS4All, un progetto fondato alla fine del 2020 da due ingegneri della Repubblica Ceca. Si rivolge a piccole imprese, istituti di formazione e maker. Il volume di costruzione è di 177 x 177 x 200 mm ed è compatibile con PA12, TPU e con qualsiasi polvere polimerica con punto di fusione fino a 200°C. Essendo open source, l’utente ha pieno accesso al design della macchina e può modificarla o sperimentare liberamente. Viene venduta in due formati: come kit pronto per l’assemblaggio a 6.490€, oppure come kit fai-da-te a 3.480€, che include solo elettronica, ottica e elementi riscaldanti, lasciando all’acquirente la fabbricazione dei componenti rimanenti.
3D Systems, nome di riferimento nel settore della produzione additiva, propone due stampanti SLS: la SLS 300 e la SLS 380. La prima, con un volume di costruzione di 300 x 300 x 300 mm, è progettata per ambienti con spazi ridotti come uffici, laboratori o piccole officine, occupando appena 0,45 m² di superficie. Funziona con una presa di corrente standard, produce rumore minimo e non richiede né un sistema di raffreddamento né un estrattore di fumi. Secondo 3D Systems, può essere utilizzata anche da personale non specializzato. La polvere viene caricata tramite cartucce, evitando la manipolazione diretta del materiale e la necessità di infrastrutture dedicate. In cambio di questa semplicità, la compatibilità è limitata a PA11 e PA12.
La seconda, la SLS 380, è più grande, con un volume di costruzione di 381 x 330 x 460 mm e lavora con sette materiali, tra cui PA11, PA12, plastiche per uso medicale e materiali ignifughi. La macchina offre inoltre diverse funzionalità interessanti, come il nesting automatizzato dei pezzi stampati in 3D.
La stampante SLS 300 (a sinistra) e la SLS 380 (a destra). (Crediti foto: 3D Systems)
La AFS LaserCore 5300, del produttore cinese 3DPTEK, è una stampante SLS di grande formato per la produzione industriale. Con un volume di costruzione di 700 x 700 x 500 mm, è una macchina pensata per gli stabilimenti produttivi. L’azienda vanta oltre 30 anni di esperienza nella fonderia, aspetto che si riflette nella selezione dei materiali compatibili: sabbia resinica, materiali per stampi da fonderia e tecnopolimeri. Questo profilo la distingue dalle stampanti SLS convenzionali, generalmente dedicate alle poliammidi. Il produttore ne sottolinea i bassi costi operativi e la consiglia per settori quali automobilistico, aerospaziale, macchinari da costruzione e cantieristica navale.
Crediti: 3D Printing Technology, Inc. (3DPTEK)
Eplus3D è un produttore cinese di soluzioni industriali. Tra le macchine proposte figura il modello EP-P420, una stampante 3D SLS con un volume di costruzione di 420 x 420 x 460 mm e uno spessore di strato compreso tra 0,06 e 0,2 mm. Indicata per la produzione personalizzata o in piccole serie, è compatibile con PA11, PA12 e PA6. Dispone di un sistema ottimizzato di controllo della temperatura in tempo reale, che garantisce un riscaldamento più rapido e uniforme. Questa stampante 3D SLS è dotata di un alimentatore di polvere di grandi dimensioni per assicurare un approvvigionamento sufficiente durante la stampa. Nella EP-P420 infatti, il materiale viene gestito in tempo reale per massimizzare l’efficienza della polvere.
Crediti: Eplus3D
Parlando di SLS, è difficile non citare l’azienda tedesca EOS. È ad oggi uno dei principali produttori di stampanti 3D SLS sul mercato e il suo portafoglio è molto ampio, con soluzioni diverse che rispondono a esigenze specifiche. Tra queste troviamo la EOS FORMIGA P 110 Velocis, che offre un volume di costruzione di 200 x 250 x 330 mm. Equipaggiata con un laser da 30W, raggiunge una velocità di scansione fino a 5,0 m/s. Questa stampante 3D SLS industriale è compatibile con nove diverse polveri polimeriche, tra cui nylon, TPU e alumide. La macchina si integra in un sistema di workflow opzionale completo che comprende una stazione di disimballaggio e setacciatura, una cabina di sabbiatura e una stazione di miscelazione.
Crediti: EOS
Il produttore cinese Farsoon propone un’ampia gamma di soluzioni di produzione additiva a base di polvere, operando sia con polimeri sia con metalli. Tra le macchine SLS figura la Flight® HT601P-4, progettata per una produzione industriale rapida ed efficiente. È dotata di quattro laser a fibra da 300W, che consentono una velocità di scansione di 20 m/s. La camera di costruzione può raggiungere i 220°C, ampliando la gamma di materiali compatibili: PA6, PBT, PA11, PA12 e TPU, tra gli altri. Offre inoltre un generoso volume di costruzione di 600 x 600 x 600 mm.
Nota per le sue stampanti FDM professionali, in particolare le serie Pro3 ed E2, e più di recente per i sistemi a resina DF2 e DF2+, Raise3D ha compiuto un passo significativo nel 2025 con il lancio della sua prima stampante SLS: la RMS220. Con un volume di costruzione di 220 x 220 x 350 mm / 17L, questa macchina supporta la stampa di più pezzi simultaneamente e un’elevata efficienza di nesting. La RMS220 è stata progettata per applicazioni che richiedono tolleranze strette e dettagli fini: attivando la modalità thin wall, è infatti possibile raggiungere uno spessore minimo delle pareti di 0,5 mm. La macchina è compatibile con i materiali Raise3D, tra cui diverse poliammidi e poliuretano termoplastico (TPU). Il laser a fibra ad alta potenza da 5W a 1064 nm garantisce una sinterizzazione solida e uniforme, con una velocità di scansione fino a 30.000 mm/s per una produzione accelerata. Ottimizzata per prototipi complessi e produzione in serie ad alta resa, la RMS220 è adatta sia ad applicazioni commerciali che industriali. Per saperne di più, consultate la recensione della RMS220 realizzata dal laboratorio di 3Dnatives.
Il pacchetto Raise3D RMS220 comprende (da sinistra a destra) la stampante, l’unità di costruzione e la stazione di pulizia. (Crediti foto: Raise3D)
TPM3D propone diverse stampanti 3D SLS industriali: grandi stampanti industriali, piccole stampanti ad alta precisione, una stampante ad alta temperatura per PEEK e PEKK, e altre ancora. Nel 2025 l’azienda ha lanciato la Carbon Fiber 200 (CF200), posizionandola come stampante 3D SLS compatta e pulita. A differenza della linea industriale di soluzioni SLS, la CF200 è destinata a laboratori di R&S o uffici, con una gestione della polvere completamente chiusa e una complessità ridotta. L’ingombro complessivo della macchina è inferiore a 1 metro quadrato e il funzionamento è di tipo plug-and-print con alimentazione standard a 220V. Il volume di costruzione è di 200 x 200 x 320 mm ed è compatibile con PA11, PA12, PA12 GF, PA12 CF e TPU. La CF200 si abbina alla PPS200, una soluzione di depolvero, per un flusso di lavoro fluido e accessibile.
Questa macchina di Zonghen3D offre prestazioni di livello industriale per la produzione su larga scala. Compatibile con PA12, la SLS 3540 Pro ha un volume di costruzione di 350 x 350 x 430 mm e la capacità di integrarsi nei flussi produttivi esistenti. La soluzione dispone inoltre di un sistema automatizzato di gestione della polvere per ridurre i tempi di fermo. La SLS 3540 è equipaggiata con un laser a fibra da 1x300W. Zonghen3D propone anche una macchina più piccola per le piccole e medie imprese, la SLS 2030, con un volume di costruzione ridotto e un laser a fibra da 1x40W. A differenza della SLS 3540, la 2030 è compatibile con PA11, PA12, TPU e Nylon caricato vetro. Entrambe le macchine hanno una velocità di scansione di 8-15 m/s, una temperatura massima della camera di 190°C e uno spessore di strato di 0,1-0,3 mm.
Crediti: Zongheng3D
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