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La croce della Sagrada Família: come la stampa 3D ha contribuito all’opera di Gaudí

Pubblicato il 16 Giugno 2026 da Carol S.

Con i suoi 172,5 metri, la Torre di Gesù Cristo rende la Sagrada Família il tempio cattolico più alto del mondo. Papa Leone XIV l’ha benedetta il 10 giugno 2026, 144 anni dopo la posa della prima pietra. La sommità che corona la torre è una croce alta 17 metri, larga 13 e dal peso di oltre 12 tonnellate, rivestita con più di 13.000 elementi in ceramica bianca smaltata. E nella sua realizzazione la stampa 3D ha svolto un ruolo decisivo, anche se non immediatamente visibile.

L’equivoco più frequente quando si parla di fabbricazione digitale applicata a progetti storici è dare per scontato che la tecnologia sostituisca il processo artigianale. In questo caso non è andata così. Aldo Sollazo, CEO di LAMÁQUINA, l’azienda di stampa 3D che ha collaborato al progetto insieme a Cerámica Cumella, ha spiegato a 3Dnatives che gli elementi ceramici che rivestono la croce non sono stati stampati in 3D. Ciò che è stato stampato, invece, sono gli stampi.

“La stampa 3D è stata utilizzata in una fase intermedia e fondamentale del processo: la fabbricazione degli stampi che hanno fatto da supporto agli elementi durante la cottura.” Questi stampi sono stati realizzati con un materiale ceramico compatibile con quello degli elementi definitivi, garantendo così che ciascun componente mantenesse la geometria prevista prima del montaggio finale.

Produzione degli stampi in 3D (a sinistra); Torre di Gesù Cristo (a destra). (Crediti: LAMÁQUINA – Pilar Jiménez).

Ogni elemento della croce ha una geometria diversa e ciascuno necessitava, in fase di produzione, di un supporto specifico capace di controllare eventuali deformazioni durante la cottura. “Più che un sistema di produzione in serie, si è trattato di un lavoro di fabbricazione altamente controllato, in cui ogni stampo fungeva da interfaccia di precisione tra design, materiale e processo costruttivo.”

Cerámica Cumella è il laboratorio responsabile del rivestimento dell’intera torre, croce compresa. Ha prodotto oltre 50.000 elementi smaltati a mano seguendo una specifica codifica di forma, colore e posizione. Per l’esterno della croce ha progettato fino a 500 forme diverse di elementi in vetro e ceramica bianca smaltata, sperimentando circa 50 tonalità prima di individuare quelle che catturano al meglio la luce del sole. Il laboratorio si è affidato a stampi realizzati in 3D, ed è qui che entra in gioco LAMÁQUINA.

Per Sollazo, lavorare al fianco di Cumella è stato impegnativo e significativo: “Aver potuto contribuire con la nostra tecnologia a un’opera di tale rilevanza dimostra che la stampa 3D può integrarsi con rigore in processi costruttivi di altissima complessità, dialogando con esigenze strutturali, materiali e produttive di primo livello.”

L’impiego della stampa 3D nella Sagrada Família non è iniziato con questa croce. La Junta Constructora ha adottato la tecnologia già nel 2001 per realizzare prototipi dei componenti più complessi dell’edificio, sostituendo i modelli in gesso che venivano realizzati a mano. Questo approccio permetteva di realizzare pezzi in poche ore e di modificarli con facilità, accelerando il processo decisionale.

La Torre di Gesù Cristo è stata completata nel 2026, anno del centenario della morte di Gaudí (crediti: Sagrada Família).

Già Gaudí costruiva attraverso modelli in scala, e i suoi plastici in gesso sono stati il punto di riferimento per decenni, sebbene molti siano andati perduti nell’incendio del 1936. La stampa 3D ha permesso di ricostruire ciò che era andato distrutto e di proseguire i lavori restando fedeli al progetto originale.

Per Sollazo, la tecnologia “non sostituisce i processi tradizionali, ma ne amplia le possibilità”. In questa croce, la stampa 3D si è fermata agli stampi, ma fa ormai parte di una storia che si costruisce da 144 anni.

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*Crediti foto di copertina: 3Dnatives

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