La stampa 3D nel nuovo smartphone pieghevole di OPPO

Siamo di fronte a una nuova tendenza nella produzione additiva? Solo la settimana scorsa parlavamo dei nuovi prodotti Apple e dell’implementazione di questa tecnologia. Questa settimana, invece, è il turno del produttore cinese OPPO, che annuncia un nuovo smartphone pieghevole progettato grazie alla stampa 3D. Si tratta del modello Find N6, lanciato ufficialmente il 17 marzo nella regione Asia-Pacifico e in altri mercati selezionati.
Fin dalla comparsa dei primi telefoni pieghevoli, la piega centrale rappresenta il principale ostacolo nel garantire un’esperienza utente impeccabile e nell’attrarre nuovi utilizzatori. Chi ha posseduto un telefono pieghevole sa bene che la linea di piega tra i due schermi tende ad accentuarsi nel tempo, diventando fastidiosa. Per risolvere questo problema, OPPO ha sviluppato la tecnologia “Zero-Feel Crease”, un’innovazione che consente di ottenere una superficie di supporto interna perfettamente piana, eliminando così lo storico difetto della piega visibile.
La chiave di questo progresso tecnico risiede nell’utilizzo della stampa 3D per la progettazione della cerniera. In realtà, la stampa 3D interviene in due fasi distinte. Da un lato, la cerniera e le piastre laterali sono state realizzate in titanio di grado 5. Dall’altro, viene impiegata quella che OPPO chiama “Liquid 3D Printing”, ossia la stereolitografia, per perfezionare il sistema della cerniera.
Il processo inizia con una scansione laser che rileva la minima irregolarità sulla cerniera. Successivamente, una stampante 3D “applica gocce di un fotopolimero personalizzato di appena 5 pl (picolitri) per colmare le zone irregolari con precisione chirurgica”. Questo ciclo viene ripetuto circa 20 volte fino a ottenere una base di supporto ultraprecisa per lo schermo.
Secondo OPPO, i risultati ottenuti con questo metodo produttivo stabiliscono un nuovo standard nel settore. L’azienda è riuscita a ridurre l’altezza della cerniera da 0,2 mm a soli 0,05 mm, migliorando del 75% la planarità della piega centrale. Grazie a questa base stampata in 3D, il Find N6 riduce la profondità della piega a lungo termine dell’82% rispetto ai modelli precedenti.
E non è tutto: il dispositivo ha ottenuto la certificazione TÜV Rheinland per la sua capacità di rimanere perfettamente piano anche dopo 600.000 piegature. Questi risultati dimostrano che la produzione additiva è diventata una tecnologia di precisione per la produzione di massa. Vedremo dunque sempre più smartphone dotati di componenti stampati in 3D?
Per scoprire le caratteristiche del nuovo modello OPPO oltre alla stampa 3D, cliccate QUI.
E voi, cosa ne pensate dell’utilizzo della stampa 3D nel nuovo smartphone di OPPO? Faccelo sapere lasciando un commento qui sotto o sui nostri canali social Facebook, Linkedin e YouTube! Non dimenticare di iscriverti alla nostra newsletter settimanale per ricevere tutte le notizie sulla stampa 3D direttamente nella casella di posta!
*Crediti di tutte le foto: OPPO





