SPARTA: il drone stampato in 3D progettato dai soldati per il campo di battaglia

I droni sono diventati indispensabili nella guerra moderna. Dalla ricognizione in prima linea all’acquisizione di obiettivi, i sistemi aerei senza pilota rivestono oggi un ruolo tanto cruciale nelle operazioni di terra quanto qualsiasi arma nell’arsenale di un soldato. Dispiegarli con la rapidità richiesta dai conflitti odierni è però tutt’altra questione.
Il percorso tradizionale dalla progettazione allo schieramento è lento. I cicli di approvvigionamento si protraggono per anni. Le spedizioni subiscono ritardi. I pezzi di ricambio restano in magazzini a centinaia di chilometri da dove servono. Così, quando un drone viene abbattuto sul campo, un’unità può ritrovarsi bloccata, in attesa di una catena logistica non adeguata alla velocità del campo di battaglia.
È esattamente il problema che l’U.S. Army Research Laboratory (ARL), nell’ambito del Combat Capabilities Development Command (DEVCOM), ha voluto risolvere con SPARTA: un sistema aereo senza pilota stampato in 3D, progettato fin dall’origine per l’adattabilità operativa.
Uno sviluppo guidato dal contributo dei soldati
SPARTA, acronimo di Soldier Portable Autonomous Reconnaissance Transitioning Aircraft, non è nato da una lista di requisiti teorici, bensì direttamente dalle necessità pratiche dei militari destinati a utilizzarlo. Sono stati loro a individuare la necessità di un drone leggero, che potessero costruire, riparare e adattare in autonomia, ovunque si trovassero. Da lì il processo è stato rapido: nella primavera del 2025 i soldati hanno comunicato le loro esigenze agli ingegneri e ad agosto avevano già in mano il prototipo.
Quando i soldati hanno visitato l’ARL la scorsa primavera, hanno espresso la necessità di un drone leggero e modulare, facile da assemblare, riparare e adattare sul campo. Partendo da progetti precedenti, abbiamo sviluppato SPARTA sulla base delle loro indicazioni. Ad agosto avevamo già iniziato a consegnare i prototipi per la sperimentazione, ha dichiarato il Dr. John Hrynuk, ingegnere meccanico dell’ARL.
Il risultato è un drone del peso di circa 900 grammi e un costo di produzione di poco superiore ai 1.000 dollari. Una soglia di prezzo fondamentale: a una frazione del costo dei droni militari tradizionali, SPARTA è concepito affinché la perdita di una singola unità non comprometta l’intera operazione.
Quando ai soldati viene chiesto di imparare a pilotare droni commerciali costosi, temono di danneggiarli e finiscono per utilizzarli di rado. Con SPARTA abbiamo mantenuto il costo complessivo appena sopra i 1.000 dollari e abbiamo riscontrato che la struttura stampata in 3D, facilmente sostituibile, assorbe la maggior parte dei danni in caso di impatto. L’elettronica può essere riutilizzata non appena la stampa della struttura sostitutiva viene completata, ha spiegato Hrynuk.

Un design costruito per la resistenza
Il design ibrido di SPARTA combina le capacità di decollo e atterraggio verticale di un elicottero con il volo ad ala fissa di un aereo, una configurazione che migliora significativamente l’autonomia rispetto ai droni quadrirotore tradizionali, privi di ali. Grazie a questa architettura, SPARTA è progettato per spingersi oltre i 30 chilometri di raggio operativo con un’autonomia di volo fino a 60 minuti, il tutto operando al di sotto dei 150 metri di quota. Il vano elettronica modulare consente inoltre di sostituire i componenti in pochi minuti, garantendo ai soldati di configurare diversi sistemi di ripresa in base alle esigenze della missione.

Pronto per il campo
Il debutto operativo di SPARTA è avvenuto nell’autunno 2025, quando i soldati della 1ª Divisione di Fanteria hanno integrato il drone nell’esercitazione Danger Gauntlet presso Fort Riley, in Kansas. Questa impegnativa prova sul campo sottopone i militari a scenari di combattimento prolungati, operazioni tattiche ed esercitazioni a fuoco vivo. A fianco di SPARTA era presente BISON (Buildable Innovation Shop for Operational Needs), un laboratorio mobile equipaggiato con stampanti 3D e strumenti per lo sviluppo rapido di droni. I riscontri raccolti durante l’esercitazione sono confluiti direttamente nel processo di progettazione: il team ha rivisto SPARTA sulla base delle osservazioni dei soldati, rendendolo più intuitivo e più aderente alle reali modalità di impiego sul campo.
Il sistema BISON consente ai soldati di fabbricare, assemblare e riparare i propri droni nel punto di interesse. Che si tratti di SPARTA o di un altro modello, i militari possono utilizzare BISON per creare soluzioni specifiche su richiesta. Questa capacità accresce significativamente la flessibilità e l’efficacia operativa, ha dichiarato la Dr.ssa Arwen DeCostanza, program manager dell’ARL per Catalyst Pathfinder and Accelerating Force.
L’espansione del programma
In occasione della prima U.S. Army Best Drone Warfighter Competition a Huntsville, in Alabama, SPARTA è stato presentato ai comandanti di alto livello e alle unità operative. I vincitori della competizione hanno inoltre ricevuto un prototipo di SPARTA e un accordo di ricerca e sviluppo della durata di un anno per contribuire al perfezionamento del progetto. L’ARL ha successivamente fornito il drone all’11ª Divisione Aviotrasportata, proseguendo nella raccolta di feedback per affinare le iterazioni future.
Vogliamo sviluppare un ciclo di progettazione e feedback incentrato sul soldato. La nostra speranza è di riuscire a cambiare il modo in cui l’Esercito acquisisce i droni, così da portare le nuove tecnologie sul campo più rapidamente, ha affermato Hrynuk.
Per l’Esercito degli Stati Uniti, SPARTA rappresenta un banco di prova per un modello di acquisizione costruito attorno a chi utilizza realmente la tecnologia, capace di muoversi alla velocità del campo di battaglia anziché ai ritmi dei cicli di approvvigionamento tradizionali.
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*All Photo Credits : U.S. Army DEVCOM Army Research Laboratory





