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ROBOTOR, il robot che scolpisce il marmo di Carrara

Pubblicato il 18 Maggio 2023 da Nunzia A.
robotor

Le tecnologie 3D sono oggi impiegate nei più svariati settori, tra queste la scansione 3D, la modellazione 3D e l’automazione stanno rivoluzionando i metodi di produzione sia sottrattiva che additiva. Un esempio è l’esperienza di Giacomo Massari e Filippo Tincolini, fondatori delle aziende ROBOTOR e TorArt che hanno utilizzato la robotica unita alla scansione 3D al servizio di arte e cultura, anzi della scultura per essere precisi. Il loro robot antropomorfo è capace di riprodurre in breve tempo, e garantendo precisione e dettaglio, le più grandi sculture della storia: Amore e Psiche e la Tersicore di Canova, l’Arco di Palmira o i bassorilievi del Partenone sono solo alcune delle opere dal valore inestimabile su cui TorArt ha potuto lavorare. La loro missione? Semplificare il lavoro dello scultore e moltiplicare il più possibile la fruizione di capolavori spesso inaccessibili o conservati in importanti musei del mondo. Abbiamo intervistato il team delle due aziende per saperne di più sul loro lavoro e sulla sinergia tra le due realtà!

robotor3DN: Ciao, potete presentarci ROBOTOR e TorArt?

ROBOTOR nasce dall’esperienza nel campo della lavorazione del marmo e nell’uso dei robot per la scultura dei due soci, Giacomo Massari e Filippo Tincolini. È un’azienda specializzata nell’integrazione di robot industriali multiasse per la fresatura della pietra: la soluzione tecnologica più avanzata per l’automazione del processo produttivo.
Nel 2004 i due soci hanno fondato all’interno delle Cave di Carrara anche il laboratorio TorArt che oggi utilizza i robot di ROBOTOR per realizzare le opere di artisti e designer di tutto il mondo. Per citarne alcuni: Jeff Koons, Barry x Ball, Francesco Vezzoli, Vanessa Beecroft, Giuseppe Penone, Zaha Hadid, Maurizio Cattelan e altri ancora si sono rivolti a TorArt. Insieme a loro, anche importanti musei e grandi aziende si sono affidati a noi per la riproduzione di opere d’arte del passato che hanno avuto un’eco sui media di tutto il mondo.

3DN: Qual è il vostro obiettivo principale?

Puntiamo a mantenere e consolidare il lavoro di TorArt, già oggi riconosciuta a livello mondiale come un punto di riferimento per la scultura, e a far conoscere ROBOTOR come l’azienda che produce “robot per la scultura nato dagli scultori”, robot che si inseriscono naturalmente nel flusso operativo dell’ azienda. Il nostro obiettivo è eliminare le fasi di lavoro usurante legate alla scultura, diminuendo i tempi di esecuzione, aumentando la produttività e la qualità senza la necessità di competenze specifiche, grazie a ROBOTOR e al software di auto-programmazione OR-OS©.

3DN: Come funziona il processo di scultura con un robot?

Tutto il progetto ROBOTOR nasce da un precisa filosofia figlia di 18 anni di esperienza nella lavorazione delle pietre, che ha orientato lo sviluppo del sistema nei suoi vari componenti. Il cuore di ROBOTOR è OR-OS, software di auto-programmazione per fresatura CNC sviluppato internamente. Attraverso interfacce intuitive, senza bisogno di competenze specifiche di programmazione, OR-OS consente a tutti di utilizzare il robot anche per realizzare lavori complessi. OR-OS parte da un file 3D e converte automaticamente il modello in percorsi utensili senza l’intervento dell’operatore. Lo fa selezionando il tipo di forma da eseguire e il tipo di lavorazione in base alla tempistica e alla qualità richiesta.
Il robot è posizionato su di una base progettata internamente per contenere tutti gli strumenti necessari e capace di sopportare le condizioni estreme tipiche della lavorazione della pietra, mentre braccio e testa sono prodotte da aziende tecnologiche partner. Grazie ai sensori sulla macchina la fresatura è monitorata in tempo reale per una lavorazione continua 24 ore su 24, rispondendo alla necessità di avere un preciso controllo dei tempi di lavorazione e di costo.

carrara

Il marmo delle Cave di Carrara è uno dei marmi più pregiati al mondo.

3DN: Ci parlate della riproduzione della Tersicore di Canova con ROBOTOR?

Tersicore è un’opera in marmo bianco di Carrara scolpita da Canova nel 1811, custodita oggi presso la Fondazione Magnani Rocca a Traversetolo, in provincia di Parma. Rappresenta appunto Tersicore, la musa della danza e del canto corico. La riproduzione in marmo di Carrara è stata possibile grazie alla scansione 3D della statua originale effettuata da TorArt. Il software OR-OS, partendo dal file 3D dell’opera, ha generato autonomamente il programma che ha consentito al robot antropomorfo di ROBOTOR di lavorare la pietra “ricreando” la statua.

La riproduzione dell’opera, a grandezza naturale (alta 182cm), è stata prestata al Museo civico archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia (GR) come contributo per la realizzazione della mostra “A tempo di danza. In armonia, grazia e bellezza“. La Tersicore plasmata dal robot riassume tutti i valori dell’originale canoviano, ma vive di vita propria e ha una sua funzione di rappresentazione e di “moltiplicazione della memoria”. Si è scelto infatti di non intervenire sulla replica con alcuna rifinitura a mano per non creare confusione tra copia e originale.

3DN: Quali sono i vantaggi dell’uso delle tecnologie 3D per il vostro settore rispetto ai metodi tradizionali?

L’utilizzo delle tecnologie robotiche e 3D si inserisce nel flusso di lavoro tradizionale che prevede una fase di ideazione creativa dell’opera da realizzare (scultura, architettura, design) e che porta alla realizzazione di un bozzetto. Il bozzetto può essere direttamente un file 3D oppure un tradizionale bozzetto in creta da scansionare per ottenere il file 3D. A questo punto, quel che cambia è che, invece di artigiani specializzati, è il robot a eseguire tutte le fasi di un lavoro che è senz’altro usurante. Ciò comporta azzeramento della fatica per lo scultore o operatore, meno ore di lavoro, più accuratezza, operatività 24 ore su 24, con la possibulità per l’operatore di dedicarsi a altri lavori.

3DN: Quali sono i progetti più interessanti a cui avete lavorato e quelli che prevedete per il futuro?

Sicuramente le repliche di grandi opere del passato sono i progetti che ci hanno dato più soddisfazione soprattutto per la grande visibilità internazionale che abbiamo ottenuto. Nel 2016 la riproduzione in scala di due terzi dell’Arco Monumentale di Palmira, monumento siriano distrutto dall’Isis nel 2015, ha fatto il giro del mondo, usato quale simbolo della rinascita dopo la guerra. Grazie alle immagini dell’arco scattate prima della distruzione, è stato possibile creare un modello 3D sufficiente per i nostri robot per realizzare una perfetta replica. Il risultato è stato un successo mondiale! Un altro progetto è stata la realizzazione della replica della statua greca di Persefone Gaia di origine tarantina esposta all’Altes Museum di Berlino. Con la nostra tecnologia abbiamo riportato a casa una riproduzione dell’opera visibile oggi al Museo archeologico nazionale di Taranto. Infine, nel 2020 in poco più di 10 giorni abbiamo scolpito nel marmo Amore e Psiche, una delle opere più famose di Canova che il maestro del neoclassicismo ha impiegato cinque anni a completare, nel 1793.

amore e psiche

ROBOTOR scolpisce una replica di Amore e Psciche di Canova.

Anche in questo caso, siamo partiti dal file 3D della scansione dell’opera esposta al Louvre di Parigi, che il software di ROBOTOR ha utilizzato per programmare il robot. La replica dell’originale è nata da un blocco di marmo bianco di Carrara del peso di 10 tonnellate ed è stata visitabile a Roma nell’ambito della mostra “Eterna bellezza”, insieme ad altre 170 opere provenienti dai musei di tutto il mondo.

Al momento siamo stati coinvolti per risolvere una delle controversie culturali che infuria da oltre un secolo. Parliamo delle sculture e dei bassorilievi del Partenone e di altri templi greci classici dell’Acropoli di Atene portati in Inghilterra nei primi anni del 1800. La Grecia ne rivendica la proprietà, l’Inghilterra risponde che sono stati legittimamente acquistati. In attesa di una soluzione si è deciso di realizzare delle repliche che consentiranno nel frattempo di fruire di un patrimonio artistico risalente al 447 a.C. In genere, possiamo dire che il lavoro con artisti di livello internazionale, come Jeff Koons, ci conferma quotidianamente l’alto livello di qualità e affidabilità del nostro sistema, capace di realizzare opere prima impossibili soprattutto per le tempistiche necessarie nella società moderna.

3DN:  Qualche ultima parola per i nostri lettori?

La filosofia progettuale del progetto ROBOTOR non prevede azioni violente sulla materia ma privilegia un approccio “dolce” grazie alla fresatura del materiale con punte diamantate di dimensioni progressivamente sempre più fini. Utilizziamo anche materiali compositi ottenuti riciclando scarti di lavorazione, sposando così soluzioni sostenibili e inaugurando una nuova stagione della lavorazione della pietra. Per maggiori informazioni sui progetti di TorArt e ROBOTOR: QUI.

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Crediti per tutte le foto: Laura Veschi/ROBOTOR/TorArt

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