E se una macchina potesse unire la destrezza di un essere umano alla costanza di un robot? La post-lavorazione manuale dei pezzi stampati in 3D è spesso noiosa, dispendiosa in termini di tempo e soggetta a variazioni. Per affrontare questo problema, Rivelin Robotics, con il sostegno del Defence Science and Technology Laboratory (Dstl) del Regno Unito, ha sviluppato robot progettati per la finitura di componenti destinati ad applicazioni nel settore della difesa. Secondo Rivelin, questi sistemi lavorano i componenti in modo più rapido, economico e affidabile rispetto all’operazione manuale. L’azienda ha vinto la Startup Challenge del Formnext nel 2022 con la soluzione robotica NetShape per i pezzi in produzione additiva metallica, adottata da allora nei settori aerospaziale, medicale, automobilistico ed energetico. Rivelin sta ora espandendo la propria presenza nel comparto della difesa, consolidando al contempo il proprio posizionamento in Spagna, Francia, Germania e Stati Uniti.
Fondato nel 2001, il Dstl è un’agenzia esecutiva del Ministero della Difesa del Regno Unito. L’agenzia ha ricevuto finanziamenti dall’UK Defence and Security Accelerator, fondi che sono stati “determinanti nel trasformare il concetto di Rivelin in realtà”, secondo il Dstl. Attraverso la tecnologia di Rivelin Robotics, il Dstl punta ad accrescere la resilienza operativa del Regno Unito tramite la produzione on-demand per la difesa, stimolando al contempo la crescita industriale nazionale.
Il sistema r1000 di Rivelin Robotics (crediti foto: Rivelin Robotics)
Per i pezzi stampati in 3D, la post-lavorazione è generalmente necessaria per operazioni quali la rimozione dei supporti, l’eliminazione delle imperfezioni e l’applicazione delle finiture superficiali. Eseguire questi passaggi a mano può tuttavia risultare lento, incostante e costoso. La finitura manuale introduce inoltre rischi in termini di sicurezza, ritardi e variabilità. I sistemi di controllo proprietari di Rivelin Robotics mirano a risolvere questo problema, conferendo ai robot una destrezza e una percezione simili a quelle umane per automatizzare l’intero processo.
Quali geometrie possono gestire queste microfabbriche? Rivelin Robotics ha dichiarato che il proprio sistema è in grado di lavorare geometrie complesse in metallo, polimero e ceramica. Il r1000, uno dei tre prodotti attualmente presenti sul sito dell’azienda, esegue operazioni di martellatura, scalpellatura, taglio, tranciatura, fresatura, rettifica, levigatura, lucidatura, foratura, presa, scansione 3D, misurazione, sabbiatura e incisione. Stando ai dati di Rivelin, il sistema offre una produttività cinque volte superiore alla finitura manuale, con costi ridotti a un quarto per manodopera, energia e formazione. Altri due sistemi, il r500 e il rAD-AT800S, sono disponibili per richieste di accesso anticipato.
Il Dstl sostiene questa tecnologia perché, affiancata alla stampa 3D, le microfabbriche sono concepite per abilitare la produzione on-demand, ridurre la dipendenza dalle catene di approvvigionamento e contenere la spesa pubblica. Al 15 maggio, Rivelin ha venduto microfabbriche a cinque clienti. Per saperne di più, cliccate QUI.
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*Crediti foto di copertina: Rivelin Robotics
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