Se oggi avete visitato il sito, avrete probabilmente notato che qualcosa è cambiato! Siamo entusiasti di presentarvi ufficialmente la nuova identità di 3Dnatives. Pur trattandosi di un grande cambiamento visivo, questo rinnovamento è soprattutto un modo per celebrare i nostri 12 anni di percorso insieme e per ripercorrere l’evoluzione della stampa 3D. Chi ci legge fin dai primi tempi noterà sicuramente la differenza.
Quando 3Dnatives è nata, nel 2014, nel settore stavano accadendo cose importanti. Veniva fabbricato il primo pezzo stampato in 3D a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, si compivano progressi significativi nella stampa di organi, debuttava la Formlabs Form 1+ e scadevano brevetti chiave sulla sinterizzazione laser. Il panorama della produzione additiva si sviluppava rapidamente su due fronti: la scena maker acquisiva sempre più forza, mentre gli attori industriali sfruttavano sistemi di fascia alta per la prototipazione e l’attrezzaggio. Il Wohlers Report del 2014 rivelava che il mercato era cresciuto di un sorprendente 34,9% nell’anno precedente, raggiungendo un valore superiore ai 3 miliardi di dollari.
L’evoluzione del logo di 3Dnatives
Oggi questo settore è maturato fino a superare i 24 miliardi di dollari, con un numero crescente di utenti industriali che integrano la produzione additiva nei propri processi e, in parallelo, un aumento di creativi che si avvicinano a questo mondo.
Negli ultimi anni abbiamo inoltre notato un cambiamento netto: anziché concentrarsi prevalentemente su ciò che le macchine sono in grado di fare, si esplora sempre più come applicare la tecnologia. Questa svolta è particolarmente evidente alle fiere di settore, dove alcune aziende si focalizzano unicamente sui casi d’uso, rinunciando del tutto a esporre l’hardware. In sostanza, l’attenzione si è progressivamente spostata verso le applicazioni industriali specializzate e i componenti finiti. Allo stesso tempo, il segmento desktop sta avendo un secondo enorme picco, con macchine pensate per i maker che raggiungono livelli di qualità e accessibilità senza precedenti.
In tutto questo percorso, 3Dnatives ha documentato l’evoluzione del settore. Man mano che l’industria cresceva, 3Dnatives è cresciuta insieme a essa, espandendosi in cinque lingue e raggiungendo oltre 1,3 milioni di visitatori unici al mese. La nuova identità punta a riflettere la precisione e il dinamismo del mercato che racconta.
“Dodici anni fa, il nostro obiettivo era semplicemente rendere una nuova tecnologia accessibile a tutti”, afferma Lucia Contreras, Creative Director di 3Dnatives. “Oggi il settore è diventato incredibilmente sofisticato. Questo rebrand testimonia il nostro impegno a restare la risorsa di riferimento per i professionisti che ne stanno plasmando il futuro.”
Il nostro nuovo logo richiama i meccanismi della stampa 3D. Abbiamo introdotto un “voxel”, ovvero la versione tridimensionale di un pixel, che rappresenta precisione e dinamismo. Come un punto alla fine di “3Dnatives”, il voxel sottolinea il ruolo della nostra testata come fonte di riferimento per la stampa 3D. Abbiamo inoltre ravvivato il nostro caratteristico rosso con una tonalità più vibrante, capace di catturare la velocità e l’energia che oggi animano il settore.
Con questa nuova veste e i nostri strumenti basati sull’intelligenza artificiale, siamo pronti ad aiutare chi utilizza la tecnologia, gli OEM e i leader del settore a orientarsi nel prossimo capitolo della produzione. Ovunque l’industria evolva, e qualunque svolta caratterizzi i decenni a venire, 3Dnatives sarà lì a raccontarlo.
Abbiamo creato questa nuova esperienza per voi, la nostra community, e siamo grati di avervi al nostro fianco mentre iniziamo questo nuovo capitolo.
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