Arte, Moda e Design

New York accoglie per la prima volta l’opera di Iris van Herpen

La retrospettiva di Iris van Herpen arriva a New York dopo le tappe di Parigi, Brisbane, Singapore e Rotterdam. È la prima volta che approda in Nord America. Dal 16 maggio al 6 dicembre 2026, il Brooklyn Museum ospita Iris van Herpen: Sculpting the Senses. Oltre 140 creazioni di alta moda distribuite al quinto piano del museo, frutto di quasi vent’anni di lavoro della designer, in cui ha fuso moda, scienza e fabbricazione digitale.

L’esposizione è stata originariamente organizzata dal Musée des Arts Décoratifs di Parigi nel 2023 e da allora non ha smesso di viaggiare. New York era, prima o poi, una tappa obbligata.

La mostra riunisce oltre 140 capi di alta moda. (Crediti foto: Iris van Herpen via Instagram)

Per chi segue il lavoro di van Herpen fin dagli inizi, questa esposizione è anche l’occasione per collocare la sua eredità tecnologica in prospettiva. Nel 2010, la designer presentò alla Amsterdam Fashion Week il top Crystallization: il primo capo di moda stampato in 3D mostrato durante una settimana della moda. Il pezzo, progettato in collaborazione con l’architetto Daniel Widrig e Materialise, fu fabbricato in poliammide bianca mediante sinterizzazione laser selettiva (SLS) e richiese sei giorni interi di stampa.

A quella prima creazione sono seguiti anni di sperimentazione con tecnologie diverse. Nel 2011 è arrivato l’abito Skeleton, anch’esso realizzato in SLS con nylon bianco. Nel 2018, l’abito Foliage, sviluppato con l’Università Tecnica di Delft tramite PolyJet, ha portato la stampa 3D a un altro livello: motivi a petalo di appena 0,8 mm stampati direttamente su tulle, con 260 ore di stampa continua. Van Herpen non si è fermata: nel 2024 ha presentato il suo primo abito da sposa stampato in 3D e nel 2025 l’Ecosophy, che combina organza e pizzo con elementi 3D.

Non tutte le creazioni di Sculpting the Senses sono realizzate in produzione additiva. Una versione dell’abito a bolle indossato da Eileen Gu all’ultimo Met Gala ha anch’essa il suo posto in mostra: bolle di vetro iridescente fissate a mano con luce UV. Non è un caso isolato. Van Herpen lavora con taglio laser, modellazione parametrica, biomateriali di ispirazione biomimetica, geometria frattale e neuroscienze. La stampa 3D è l’aspetto che compare più spesso quando si scrive dei suoi lavori, ma la sua pratica è più ampia e meno classificabile di quanto quell’etichetta suggerisca.

Ciò che accomuna tutte le sue creazioni è che qualcuno desidera indossarle. Tra le celebrità che hanno vestito i suoi capi figurano Beyoncé, Björk, Cate Blanchett, Lady Gaga, Miley Cyrus e Ariana Grande. Abiti che oggi sono esposti a New York. La mostra è aperta fino al 6 dicembre al Brooklyn Museum. Se vi trovate a New York e avete l’occasione di visitarla, vale la pena provare a indovinare quante delle 140 creazioni sono state stampate in 3D.

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*Crediti foto di copertina: Iris van Herpen

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Pubblicato da
Carol S.

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