Aerospaziale e Difesa

Il motore Hadley stampato in 3D di Ursa Major compie il suo primo volo

La produzione additiva sta salendo sempre più in alto e continua a consolidare il suo posto nell’industria spaziale. A soli due anni dalla sua comparsa sulla scena della produzione additiva aerospaziale, la startup Ursa Major ha annunciato il primo volo del suo motore Hadley, realizzato con la stampa 3D e altre tecniche, durante un test del banco di prova Talon-A1 (TA-1) di Stratolaunch. La notizia segna “un importante passo avanti verso il primo test di volo di un veicolo ipersonico finanziato privatamente“, afferma l’azienda.

Per dare un po’ di contesto, Ursa Major, con sede in Colorado e Ohio, è stata fondata nel 2015 da Joe Laurienti, ex ingegnere della propulsione di SpaceX e Blue Origin. L’azienda si propone come il principale fornitore indipendente di propulsione per razzi negli Stati Uniti, nonché come la prima azienda americana ad accendere un motore a combustione stadiata ricco di ossigeno (in precedenza era stato realizzato solo in Russia). Ursa Major si è fatta conoscere anche nel settore della stampa 3D nel 2022, con l’annuncio che il suo Advanced Manufacturing Lab di Youngstown (Ohio), aveva consegnato le prime camere di combustione per motori a razzo stampate in 3D a base di rame. Oggi ha dimostrato la sua crescita con il primo volo del motore Hadley stampato in 3D.

Joe Laurienti con il motore Hadley

Il primo volo del motore Hadley di Ursa Major

Come accennato, il primo volo del motore Hadley ha alimentato il banco di prova TA-1 durante un test nell’Oceano Pacifico. Sebbene Stratolaunch abbia mantenuto il riserbo su molti dettagli del test per rispetto ai suoi clienti, l’azienda ha annunciato che il test ha raggiunto velocità supersoniche elevate che si avvicinano a Mach 5. Questo è il limite in cui la velocità diventa ipersonica, ovvero cinque volte la velocità del suono.

Sebbene questa sia una notizia eccezionale per il progresso delle aziende spaziali private, è anche interessante per il più ampio mercato della produzione additiva nel settore aerospaziale. Infatti il motore Hadley, il primo prodotto della famiglia di sistemi di propulsione Ursa Major, è un altro esempio di motore stampato in 3D. Il motore a razzo da 5.000 libbre di spinta (lbf) a ossigeno liquido e cherosene, con ciclo di combustione a stadi ricco di ossigeno, è stato progettato specificamente per veicoli di piccole dimensioni e la stampa 3D è una parte fondamentale del suo sviluppo. Questo perché consente all’azienda di accelerare il processo di produzione a pochi giorni.

Per quanto riguarda la stampa 3D in sé, Ursa Major non entra nei dettagli nel comunicato stampa. Tuttavia, da annunci precedenti, sappiamo che il motore Hadley è stato probabilmente realizzato con la stampa 3D in rame e metallo, potenzialmente con una soluzione LPBF, dato che in passato ha lavorato con EOS. Sappiamo anche che l’azienda è un cliente dello strumento Flow Developer di Velo3D. In ogni caso, il volo del motore Hadley dimostra la continua rilevanza dell’AM del metallo in questo settore, mentre le aziende si muovono verso il volo ipersonico.

Il laboratorio di produzione additiva di Ursa Major a Youngstown, Ohio.

Laurienti, fondatore e CEO di Ursa Major, conclude: “Per la prima volta da quando SpaceX ha trasformato radicalmente il lancio spaziale con razzi sviluppati privatamente, Ursa Major e Stratolaunch si sono unite per portare avanti una missione nazionale critica. Il volo ipersonico ha rappresentato un’enorme sfida militare e governativa. Oggi, le aziende private sono state in grado di compiere un balzo in avanti“. Per saperne di più è possibile consultare il sito web di Usra Major: QUI.

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Pubblicato da
Nunzia A.

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