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Come l’intelligenza artificiale ha reso una lega metallica più facile da stampare in 3D

Pubblicato il 24 Settembre 2026 da Carol S.

L’intelligenza artificiale si sviluppa così rapidamente che a volte è difficile restare aggiornati. È sempre più presente nel lavoro quotidiano e sta cambiando il modo di operare in molti settori. Un esempio arriva dalla Washington State University, dove un gruppo di ricercatori l’ha utilizzata per stampare una lega metallica in modo più economico ed efficiente.

Si tratta del GRCop-42, una lega sviluppata dalla NASA e composta da rame, cromo e niobio. Viene usata soprattutto per produrre componenti destinati ai dispositivi di combustione, grazie alla buona resistenza alla fatica, all’elevata conducibilità termica e all’ottima resistenza allo scorrimento viscoso.

Il GRCop-42 ha molte possibili applicazioni, ma stamparlo in 3D è difficile. Richiede infatti laser molto potenti e, di conseguenza, attrezzature specializzate e risorse considerevoli.

Sono già stati fatti numerosi tentativi, che però hanno richiesto tempo e costi elevati. I ricercatori della Washington State University hanno quindi usato l’IA per provare diversi parametri di stampa più rapidamente e a costi inferiori.

A sinistra, un esempio di stampa 3D non riuscita. A destra, un campione realizzato con successo. Crediti fotografici: Nathaniel W. Zuckschwerdt, WSU.

Come si stampa il GRCop-42?

I ricercatori sono partiti da 37 tentativi non riusciti della School of Mechanical and Materials Engineering. Questi dati sono serviti a sviluppare un modello capace di prevedere quali configurazioni avrebbero potuto funzionare.
Il team ha poi provato tutte le configurazioni selezionate dall’IA. Anche i risultati negativi sono stati utili, perché hanno fornito nuovi dati con cui migliorare il modello.

Jana Doppa, che ha guidato lo studio, ha spiegato: “È un caso molto difficile per l’IA. A ogni tentativo otteniamo essenzialmente un segnale binario di successo o fallimento. Cerchiamo quindi di ridurre al minimo il numero di prove per arrivare il più rapidamente possibile alle rare configurazioni che funzionano.”

I risultati ottenuti

In tre mesi, il team ha condotto 40 esperimenti e individuato sei configurazioni che permettono di stampare in 3D la lega utilizzando diversi livelli di potenza laser. Per la prima volta, il GRCop-42 è stato stampato con una potenza di appena 500 watt.

Il risultato potrebbe rendere questa lega accessibile anche alle università, alle aziende e ai laboratori più piccoli, riducendo allo stesso tempo il consumo di energia. L’obiettivo è riuscire a fare a meno di attrezzature specializzate, ingombranti e costose.

Per saperne di più, è possibile consultare QUI il comunicato stampa della Washington State University.

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*Crediti foto di copertina: Stanford Advanced Materials

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