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In Turchia si riportano in vita fossili antichissimi con la stampa 3D

Nella provincia di Kayseri, nel cuore della Turchia centrale, un gruppo di ricercatori sta utilizzando la stampa 3D per riportare in vita fossili risalenti a ben 7,7 milioni di anni fa. I resti, scoperti nel 2017 nei pressi della diga di Yamula da un pastore di capre, includono tigri dai denti a sciabola, giraffe, elefanti, mammut, rinoceronti, cavalli tridattili, antilopi, tartarughe e maiali. Dopo anni di scavi, i fossili vengono ora puliti, conservati e preparati per essere esposti al futuro Museo di Paleontologia di Kayseri, attualmente in costruzione.

Tradizionalmente, le lacune nei fossili venivano colmate utilizzando stampi chimici, un processo lungo e potenzialmente dannoso per i reperti. Oggi, grazie a scanner 3D e stampanti ad alta precisione, i ricercatori possono replicare digitalmente le ossa mancanti senza esporre i fossili a sostanze chimiche. Dopo aver scansionato ogni frammento, il team utilizza i dati per progettare le parti mancanti, che vengono poi stampate localmente. Un approccio che non solo preserva l’integrità del materiale originale, ma accelera anche notevolmente il processo di restauro.

L’adozione della stampa 3D ha inoltre portato a una drastica riduzione dei costi. In passato, montare uno scheletro di giraffa poteva costare milioni di lire turche e richiedeva spesso il supporto di laboratori esteri. Oggi, grazie alla nuova tecnologia, il team può produrre e assemblare le parti direttamente in loco, a una frazione del prezzo. I ricercatori hanno già completato i montaggi completi di giraffe, rinoceronti ed elefanti, mentre quello di una tigre dai denti a sciabola è quasi terminato. Ogni elemento stampato si integra perfettamente con i fossili originali, permettendo ai visitatori di ammirare per la prima volta scheletri completi.

Il processo si basa su un’attenta analisi scientifica. Dopo aver identificato ogni specie, i ricercatori raccolgono misurazioni da fonti accademiche e realizzano disegni matematici che guidano la progettazione. I modelli vengono poi caricati su un software di slicing e inviati in stampa. I componenti stampati vengono infine assemblati insieme alle ossa originali per ricostruire strutture scheletriche complete.

Una volta aperto il museo, le ricostruzioni accompagneranno i visitatori in un viaggio attraverso i paesaggi preistorici della Turchia, mostrando i grandi mammiferi che un tempo popolavano Kayseri. La stampa 3D sta così offrendo nuova vita a reperti antichissimi, unendo tecnologia moderna e ricerca paleontologica per rendere il passato remoto accessibile in un modo completamente nuovo.

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*Crediti foto di copertina: AA Photo Turkey

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Pubblicato da
Giulia Z.

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