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Cinque novità da non perdere a Formnext 2025

Formnext offre sempre un’ottima fotografia della direzione in cui si sta muovendo l’industria AM, e anche quest’anno ha portato un mix equilibrato di novità dedicate a hardware, software e workflow. Sebbene non tutti gli annunci abbiano dominato la conversazione, alcuni si sono distinti come chiari indicatori di come le aziende stanno pensando all’automazione, all’accessibilità e alla capacità multimateriale. Ecco una panoramica delle novità che hanno attirato la nostra attenzione direttamente in fiera.

Quest’anno, Materialise ha compiuto una delle mosse più significative nel settore software. L’azienda ha ampliato la sua piattaforma CO‑AM con tre nuove configurazioni: Professional, NPI ed Enterprise, tutte supportate da CO‑AM Brix, uno strato di automazione low-code. L’obiettivo è quello di rendere più facile per i produttori progettare, personalizzare e scalare i flussi di lavoro tra più sedi. Abbinato alla nuova piattaforma CO-AM Build basata su cloud e a un framework modulare di Build Processor di nuova generazione, è un chiaro passo avanti verso una gestione AM completa più aperta e flessibile.

Ci siamo fermati anche da XJet, dove il nuovo Carmel PRO sta portando la tecnologia NanoParticle Jetting dell’azienda a un pubblico più ampio. La macchina è più accessibile rispetto ai sistemi precedenti e ora gestisce fino a quattro materiali in un unico lavoro. Per i settori che dipendono molto sui dettagli sottili, come i dispositivi medici, i gioielli e i componenti industriali di precisione, Carmel PRO segna un ritorno significativo per XJet.

Da parte sua, Bambu Lab ha attirato molta curiosità con il debutto di H2C. Il sistema introduce il meccanismo Vortek Hotend Change, che consente fino a sei estrusori caldi (hotend) intelligenti e 24 filamenti. Ciò che ha colpito di più è stato l’accento sull’automazione: cambi rapidi degli utensili, minima pulizia dei materiali, telecamere integrate e un flusso di lavoro multimateriale ottimizzato per rendere più semplice la produzione di pezzi complessi in un ecosistema compatibile con il desktop.

Siamo passati anche da HP, che è entrata per la prima volta nel mercato del FDM ad alte prestazioni. La nuova macchina applica all’estrusione di filamenti la facilità d’uso tipica dello stile MJF, insieme a un controllo termico avanzato e funzionalità di automazione. Per quanto riguarda i metalli, EOS ha presentato l’ONICE M4, un sistema a sei laser orientato verso una maggiore produttività e una gestione più efficiente delle polveri, un piccolo passo graduale ma di rilievo verso la produzione in serie scalabile.

Formnext 2025 potrebbe non aver fornito una singola svolta che ha definito il titolo, ma questi lanci evidenziano come il settore continui a maturare: automazione più intelligente, accessibilità più ampia e strumenti più specializzati sia per la produzione di polimeri che di metalli. Presto condivideremo altre impressioni dalla fiera, tra cui una carrellata delle più grandi macchine in mostra.

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Pubblicato da
Giulia Z.

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