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Cosa serve per avviare un’attività di stampa 3D oltre alla stampante

Oggi la stampa 3D permette di progettare un oggetto e iniziare a venderlo senza bisogno di grandi infrastrutture. Per molte persone, questo significa poter trasformare una passione in una fonte di reddito. Passare dalla stampa per hobby a una vera attività, però, richiede molto più di una buona macchina. Bisogna trovare il proprio spazio sul mercato, calcolare con attenzione i costi, farsi conoscere e organizzare gli ordini. In questa guida non parleremo di quale stampante acquistare. Ci concentreremo invece sugli strumenti e sulle risorse che servono per costruire l’attività intorno alla macchina.

Prima di tutto, scegli che tipo di attività vuoi avviare

Un’attività legata alla stampa 3D può assumere forme molto diverse. Prima di cominciare, conviene capire quale strada sia più adatta a te, perché ogni modello richiede investimenti e competenze specifiche.

  • Vendita di prodotti propri. Progetti o modifichi degli oggetti e li vendi già stampati. Possono essere decorazioni, organizer, ricambi o articoli destinati a una nicchia. È una delle strade più comuni per iniziare, ma anche una delle più competitive.
  • Servizio di stampa su richiesta. In questo caso non vendi tanto un prodotto, quanto la disponibilità della tua macchina e il tuo tempo. Il cliente ti invia un file o un’idea e tu ti occupi della stampa. Affidabilità e rispetto dei tempi di consegna sono fondamentali.
  • Prototipazione per le aziende. Lavori con designer, ingegneri o startup che hanno bisogno di componenti fisici in tempi brevi per provare un prodotto prima di avviarne la produzione in serie. È una clientela più esigente e sono necessarie competenze di progettazione, ma in genere i compensi sono più alti.
  • Vendita di file digitali. Non produci oggetti fisici, ma progetti modelli 3D e vendi i file a chi vuole stamparli. Questa soluzione richiede buone conoscenze di progettazione e un investimento nei software necessari.
  • Formazione e contenuti. Puoi insegnare ad altre persone come utilizzare la stampa 3D attraverso corsi, workshop o contenuti online. È un’attività che si può affiancare facilmente agli altri modelli.

Crea un’identità e impara a presentare i tuoi prodotti

Una volta scelto il tipo di attività, devi far sapere alle persone che esiste. Anche un piccolo progetto ha bisogno di alcuni elementi di comunicazione essenziali, come un nome, un’identità visiva, buone immagini dei prodotti e contenuti che spieghino ciò che offri.

Nella stampa 3D, lo stesso processo produttivo può diventare uno strumento per farsi conoscere. Mostrare come nasce un progetto, come il pezzo viene stampato o come si utilizza il prodotto finito aiuta il pubblico a capirne il valore e può attirare nuovi clienti.

I software che ti serviranno

Se vuoi realizzare prodotti tuoi, la progettazione 3D sarà una parte centrale dell’attività. Non esiste un programma adatto a ogni progetto. La scelta dipende da ciò che vuoi produrre e dalla tua esperienza.

Tinkercad è gratuito ed è pensato per chi comincia da zero. Fusion 360, FreeCAD e Blender offrono più libertà e controllo quando hai già acquisito una certa dimestichezza.

Se non vuoi progettare personalmente i modelli, puoi utilizzare piattaforme come Cults3D, Printables e MyMiniFactory. Qui si trovano ampi cataloghi di file pronti per la stampa, alcuni gratuiti e altri a pagamento. Prima di vendere gli oggetti realizzati con questi modelli, controlla sempre che la licenza ne consenta l’uso commerciale.

Ti servirà anche uno slicer, il programma che trasforma il modello 3D nelle istruzioni eseguite dalla stampante. Definisce il percorso da seguire, le temperature e la velocità di stampa. Tra i più utilizzati ci sono Ultimaker Cura, PrusaSlicer, Bambu Studio e OrcaSlicer. La maggior parte è disponibile gratuitamente.

Per approfondire le diverse categorie di programmi disponibili, puoi consultare la nostra guida completa ai software per la stampa 3D.

Crediti: UltiMaker

Calcola il costo reale di ogni prodotto

È facile pensare che l’attività stia andando bene quando gli ordini arrivano con regolarità, l’investimento nella stampante viene recuperato e rimane un piccolo guadagno. Questo calcolo, però, spesso lascia fuori alcune spese meno evidenti. Sono proprio questi costi a ridurre il margine senza che tu te ne accorga.

Un prezzo realistico dovrebbe tenere conto almeno di questi elementi:

  • Il materiale. Non devi considerare soltanto il filamento utilizzato per realizzare il pezzo, ma anche quello impiegato per i supporti e per rifare le stampe difettose. In alcuni lavori, queste quantità possono incidere parecchio.
  • Il tempo macchina. Una stampa può durare diverse ore o persino alcuni giorni. Durante questo periodo la macchina rimane occupata e non può lavorare su un altro ordine. Anche questo tempo deve essere incluso nel prezzo.
  • L’elettricità. Il consumo varia in base al materiale più di quanto si possa pensare. In una stampante FDM, buona parte dell’energia serve a mantenere caldo il piano di stampa. L’ABS richiede una temperatura di circa 100 °C e consuma quindi più energia del PLA, che viene generalmente stampato con il piano intorno ai 60 °C.
  • L’usura e la manutenzione. Gli ugelli si ostruiscono, le cinghie si allentano e le superfici di stampa devono essere sostituite. Tutti questi ricambi hanno un costo.
  • Il tuo tempo. Preparare il file, controllare la stampa, rifinire il pezzo, imballarlo e rispondere al cliente richiede ore di lavoro. Anche se non le addebiti separatamente, fanno comunque parte del costo reale del prodotto.

Inserendo tutte queste voci in un foglio di calcolo con i dati della tua attività, potresti scoprire che il prezzo corretto è più alto di quanto immaginassi. Online si trovano diversi calcolatori dei costi di stampa che possono offrire una prima stima. Con il tempo, però, conviene creare un foglio personalizzato basato sui propri costi reali.

Dove vendere

Quando hai un prodotto e sai quanto costa realizzarlo, devi decidere come farlo arrivare al cliente. Le possibilità sono diverse.

  • Negozio online proprietario. Puoi utilizzare una piattaforma di commercio elettronico per creare un catalogo, gestire gli ordini e ricevere i pagamenti. Questa soluzione offre maggiore controllo sull’immagine del marchio e sul rapporto con i clienti, ma richiede di portare visitatori al negozio.
  • Marketplace. Queste piattaforme permettono di raggiungere persone che stanno già cercando prodotti da acquistare. In cambio, prevedono generalmente delle commissioni e ti mettono a confronto con molti concorrenti.
  • Vendita diretta e social network. Per alcuni prodotti, i social possono essere sia una vetrina sia un canale di vendita. I contenuti creati per raccontare il prodotto e il processo di stampa possono aiutarti a raggiungere potenziali clienti.
  • Vendita locale. Mercatini, negozi della zona e passaparola sono spesso sottovalutati. Per chi offre un servizio di stampa su richiesta, i primi clienti arrivano spesso proprio da questi canali.

Non dimenticare la parte burocratica

Prima di iniziare a fatturare con continuità, informati su come avviare formalmente l’attività ed emettere fatture nel tuo Paese. Le regole possono cambiare molto da un luogo all’altro. Fai attenzione anche alla proprietà intellettuale dei modelli. Non tutto ciò che trovi online può essere stampato e venduto. Molti file sono accompagnati da licenze che ne vietano l’uso commerciale. Anche riprodurre prodotti di marca o personaggi registrati può creare problemi. Vendi i modelli progettati da te oppure quelli la cui licenza autorizza espressamente la vendita degli oggetti stampati.

Se avete già avviato un’attività di stampa 3D, cosa aggiungereste a questa lista? Faccelo sapere lasciando un commento sulla nostra pagina LinkedIn. Trovi tutti i nostri video sul nostro canale YouTube! Non dimenticare di iscriverti alla nostra Newsletter settimanale per ricevere tutte le notizie sulla stampa 3D direttamente nella casella di posta!

*Crediti foto di copertina: Formlabs via Pinterest

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Pubblicato da
Carol S.

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