Arte, Moda e Design

Arte, design e produzione additiva al museo Pompidou di Parigi

Il Centre Georges Pompidou di Parigi, museo noto in tutto il mondo per la ricchezza delle sue opere d’arte moderna e contemporanea ospita al suo interno le più recenti innovazioni in termini di arte e design e, tra queste, anche delle interessanti opere d’arte stampate in 3D. Non è la prima volta che la produzione additiva trova posto nell’importante museo francese che è uno dei più all’avanguardia del mondo e che ospita spesso mostre che uniscono arte e nuove tecnologie, tra cui appunto anche la produzione additiva. In esposizione al momento si possono ammirare le opere stampate in 3D dei designer Ross Lovegrove e Matthew Plummer Fernandez. La presenza di queste opere nella collezione permanente del museo, dimostrano che la stampa 3D sta diventando sempre più importante per i professionisti del design e per gli artisti, non solo dunque nel campo dell’arte, ma anche in quello della moda e dell’interior design. La produzione additiva sta infatti cambiando i nostri modelli di fabbricazione, aprendo la strada a metodi di progettazione e produzione più democratici e personalizzati.

Ross Lovegrove unisce design e stampa 3D

Ross Lovegrove è un designer britannico, pioniere nell’uso delle tecnologie digitali tra design e architettura. È interessato ai processi evolutivi della natura, che lo ispirano nella progettazione delle sue innovative forme organiche. Ad esempio, lo sgabello multiuso Robotica TM, esposto al Centre Pompidou, combina robotica e botanica e incorpora una struttura a 360° ispirata alla matematica.

È stato infatti stampato in 3D con braccio robotico in PLA con un processo FDM, fondendo gli strati e incorporando inserti in silicone resistenti al calore che consentono di utilizzarlo come tavolo da pranzo. In tal caso la produzione additiva ha permesso non soltanto di ottenere un pezzo dal design unico e complesso, ma anche di utilizzare soltanto il materiale necessario risparmiando duque in termini di consumi e di tempo. Lo sgabello-tavolo è stato stampato in 3D dallo studio di design spagnolo Nagami.

La serie Digital Natives di Matthew Plummer-Fernandez

Nello stesso spazio espositivo si trovano inoltre due opere dell’artista-designer colombiano Matthew Plummer-Fernandez. Il designer si dice affascinato dall’intelligenza artificiale e dal suo impatto sulla nostra società digitale. Ha dunque ideato la serie di opere Digital Natives digitalizzando oggetti di uso quotidiano, come vasi o oggetti decorativi, e trasformandoli in modelli digitali 3D. Questi modelli sono stati poi distorti tramite software, modificando volutamente l’aspetto dell’oggetto scansionato. È questo file modificato che viene stampato in 3D.  Le opere in esposizione, Digital Natives 1L e 7L, rappresentano un vaso e un oggetto decorativo dalle forme insolite, stampati in 3D con resine multicolore. Un esempio di perfetta unione di arte, design e produzione additiva.

 

Opere come queste aprono la strada a una visione della stampa 3D dalle multiple sfaccettature e usi, utilizzata in questo caso come mezzo per realizzare sia opere d’arte e di design che opere d’uso quotidiano tramite l’unione di tecnologia e creatività. Due concetti spesso pensati lontani e che invece oggi i designer e gli artisti uniscono servendosi delle tecnologie di produzione additiva. Queste sono ritenute veloci e adatte alla sperimentazione per la loro flessibilità e la possibilità di assecondare il processo creativo dell’artista-designer attraverso l’uso di stumenti digitali.

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Crediti per tutte le foto: 3Dnatives

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Pubblicato da
Nunzia A.

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