Interviste

3D Solar e l’uso della produzione additiva nel settore energetico

Molti settori stanno ora integrando la produzione additiva nelle loro attività e l’elenco continua ad allungarsi. Sempre più aziende stanno adottando questa tecnologia nella loro catena di produzione per varie applicazioni. Ne vediamo già l’utilizzo in settori quali quello automobilistico, dei beni di consumo, aerospaziale, petrolifero e del gas. L’energia è un altro settore che potrebbe trarre vantaggio dalla stampa 3D. A questo proposito, l’azienda americana 3D Solar ha sviluppato un processo per sfruttare questa tecnologia. Abbiamo parlato con il loro team per comprendere meglio la loro visione e la sua applicazione in questo settore.

3DN: Puoi presentarti e raccontare dei tuoi esordi nel mondo della stampa 3D?

Mi chiamo Daniel Clark, ho 41 anni e ho scoperto i fotopolimeri all’età di 12 anni grazie al mio prozio, Dennis Gustafson. La mia prima vera esperienza con la stampa 3D risale al 2014, durante RAPID + TCT. Kevin Ayers mi porta a Detroit, dove mi presenta Simon Scott, Graham Tromans e Todd Grimm. Insieme abbiamo ideato un progetto per utilizzare il silicio in una stampante 3D Renishaw Metals.

A destra, Daniel Clark di 3D Solar.

3DN: Qual è la missione di 3D Solar?

3D Solar sta trasformando lo sfruttamento dell’energia solare aumentando del 300% la superficie dei micro-substrati in vetro 3D rispetto a un substrato piatto, grazie alla sua tecnologia di stampa 3D ibrida brevettata. Modificando chimicamente la resina ad alto carico Tethon Genesis Development per applicazioni di stampaggio e colata, l’azienda ha sviluppato il primo processo di produzione ad alte prestazioni nel settore della stampa 3D. Questo materiale consente di produrre pezzi ecologici ogni 15-30 secondi. Con una visione innovativa, 3D Solar utilizza un approccio elettrochimico per rivestire le microcelle solari 3D, ottimizzando così la raccolta dell’energia solare.

3DN: Con quali tecnologie e materiali di produzione additiva lavorate?

Tethon 3D fornisce la resina di base, che noi modifichiamo chimicamente utilizzando due formulazioni. La prima è progettata per la stampa volumetrica, la colata e lo stampaggio di metalli, semiconduttori e ceramiche. Utilizza uno speciale fotoiniziatore che funziona con la luce infrarossa. Questa resina supera la legge di Beer-Lambert, consentendo di stampare a profondità fino a 2-3 pollici nel volume del materiale, anche in una resina scura, metallica e riempita con ossido di metallo.

La nuova formulazione di resina personalizzata di Tethon è progettata per la stampa volumetrica, nonché per lo stampaggio e la colata di vetro su larga scala, garantendo una produzione senza crepe o surriscaldamento. Abbiamo integrato un terzo componente per controllare la luce nella nostra stampante 3D volumetrica continua a due colori, attualmente in fase di sviluppo.

Componente sviluppato con la tecnologia dell’azienda (crediti foto: 3D Solar)

3DN: Quali sono i limiti dell’uso della stampa 3D nella vostra attività?

I settori dell’energia solare, della microottica e dei semiconduttori richiedono substrati di vetro estremamente lisci, senza alcuna linea di strato visibile. Di conseguenza, si affidano principalmente a tecnologie di stampa come le stampanti fotopolimeriche di Nanoscribe, Boston Micro Fabrication, Axtra 3D, nonché stampanti e schermi LCD specializzati.

3DN: Come vedi lo sviluppo della stampa 3D in questo settore tra 10 anni?

La maggior parte delle aziende di stampa 3D a basso volume è destinata a scomparire, lasciando il posto a una nuova generazione di produttori orientati alla produzione su larga scala. Mi riferisco a tecnologie come MoldJet, ma adattate alla produzione di massa. Il nostro processo ibrido, che combina stampaggio e stampa 3D in un’unica macchina, consente di accelerare notevolmente la produzione, superando persino la velocità dello stampaggio a iniezione.

3DN: Qualche ultima parola per i nostri lettori?

Shapeways è un chiaro esempio della mancanza di evoluzione nel settore. La nostra proprietà intellettuale potrebbe consentirci di compiere quel salto decisivo di cui parlo, passando dalla produzione a basso volume a quella su larga scala!

Crediti foto: 3D Solar

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*Crediti foto di copertina: 3D Solar

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Pubblicato da
Giulia Z.

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